Madonna della Galline: uno sguardo all’interno

Dopo una lunga intervista, al Priore dell'Arciconfraternita S.Maria Incoronata del Carmelo (“Delle Galline”) Tortora Giuseppe, abbiamo scoperto nuovi aspetti della festa che meritano di essere conosciuti, così come la bellissima chiesa che custodisce la Madonna.

La Madonna delle Galline; una festa tanto attesa dai paganesi e non solo. A cosa è dovuto tutto questo successo?

“Da ormai tanti anni si sente il calore vivo di questa festa. Essendo una festa secolare ha sempre attirato visitatori provenienti da ogni parte della Campania, e non solo. La principale curiosità dei visitatori esterni riguarda proprio il nome: Madonna del Carmine, detta “Delle Galline”.

Infatti, da cosa deriva la comune tendenza a denominare questa Madonna “delle galline”?

“Una lunga tradizione ruota intorno a questo appellativo. Bisogna innanzitutto chiarire che l’effigie trovata è quella della Madonna del Carmine (festeggiata il 16 luglio). Si racconta che intorno al XIV secolo, durante la prima domenica dopo Pasqua, alcune galline razzolando all’interno dello spiazzale poi successivamente è stato costruito il Santuario, hanno trovato una tavoletta di legno (effigie), raffigurante la Madonna del Carmine. Da qui, l’appellativo “ delle galline”. Nonostante ciò, si è soliti ritenere che tale appellativo, possa riferirsi anche alle offerte che i religiosi donavano all’effigie della Madonna in cambio di una gallina, considerata un bene prezioso all’epoca.”

Molte dicerie si dicono circa il ritrovamento di questa effigie. Riusciamo a ricostruire l’esatta vicenda storica?

“Secondo una tradizione accurata, questa effigie si trovava in una chiesa nei pressi di Tramonti. Una notte, proprio la Madonna del Carmine, raffigurata sulla tavoletta di legno, andò in sogno al sacrestano della chiesa, richiedendo di far aggiustare quella piccola chiesetta dal parroco, perché stava andando in frantumi. Se il parroco non avrebbe provveduto ad aggiustarla, lei se ne sarebbe andata, in un posto dove anche le galline l’avrebbero amata. Dopo tali parole, il parroco non diede alcun peso e, in una giornata di forte pioggia, la corrente dell’acqua trasportò con sé l’effigie della Madonna, la quale è stata poi ritrovata all’interno del pollaio tra le galline.”

Una festa non solo religiosa ma anche pagana. Come combaciano queste due realtà?

“Certo, si tratta di una festa non solo religiosa ma anche folcloristica con  le tradizioni dei balli, con nacchere e tammorre e tante altre che vengono svolte durante il periodo della festa. Partono dal venerdì, giorno di apertura del santuario, per poi concludersi il lunedì, con la deposizione di tutte le tammorre ai piedi della Madonna. SI tratta di una festa popolare, e proprio per questo vediamo combaciare bene sia la festività che la religione. Già dal 1600 infatti alle tradizionali feste venivano affiancati balli e musiche varie.”

Perchè bisogna venire a vedere la festa della Madonna delle galline?

“Invito innanzitutto la gente a venire a Pagani per vedere la festa ma non solo! Lo stesso Santuario costruito nel 1609 e arricchito nel corso del 1700, costa di un grande patrimonio! Consta infatti di 21 tele, molti affreschi e altari del 1700, tra cui un altare, “l’altare del crocifisso”, fatto dal Beato Tommaso Maria Fusco. Un’arte preziosa, apprezzata anche dallo stesso Sgarbi, il quale, venendo una sera, definì  il nostro Santuario come una piccola bomboniera. “

Uno dei simboli più caratteristici della festa, sono i colombi bianchi immobili sul manto e sul capo della Madonna. Molti non riescono a spiegarsi come ciò possa accadere

“Sono in realtà dei semplici colombini che poniamo sul corpo della Madonna, e nonostante il frastuono della gente e dei fuochi per le strade, rimangono immobili fedeli alla Madonna. Si racconta infatti che, durante la festa, una signora voleva offrire inizialmente una gallina alla Madonna. Dopo un po’ ci ripensò, e cambiò idea! Quella gallina era troppo grande, ed era meglio donarne una più piccola. Si narra che quella stessa gallina grande da sola s’incamminò in chiesa e si pose ai piedi della Madonna.”

E’ importante anche un’altro aspetto della festa riguardante proprio le galline. Il dono che molte famiglie, e lo stesso S.Alfonso, fanno ogni anno alla Madonna

“Si, era abitudine di S.Alfonso, durante la processione della Madonna delle galline donare 2 galline in cambio, da parte dei confratelli, di colombi. Questo scambio di doni è stato tramandato fino ad oggi in cui il Superiore della Basilica di S.Alfonso, padre L. Panella, dona durante la processione della Madonna le galline, in cambio da parte della nostra Arciconfraternita di colombini. Questo gesto compiuto da S.Alfonso, si è concretizzato anche in molte famiglie che ad oggi donano alla Madonna delle galline molti colombi, galline e animali vari.”

Chiara Panella

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