La difficile bellezza della diversità

Nel nostro vivere quotidiano, indispensabilmente, innanzi agli obiettivi che crediamo di porci non ci accontentiamo mai. Ciò a cui ambiscono tutto è la ricerca verso il miglioramento.

Il senso d’insoddisfazione porta ad una lacerazione della propria
persona, ma al contempo alla ricerca di motivazione per migliorare il presente. Spesso ricerchiamo la motivazione all’interno di noi stessi, ma restiamo insoddisfatti, rimanendo nella stessa identica situazione. Il miglioramento non è all’interno di noi stessi; la motivazione non si trova dentro la propria persona; la soluzione si trova all’esterno. Se non ci interagiamo, non raggiungeremo mai lo stato di miglioramento,
quale risultato dei nostri obiettivi quotidiani. Interagire con l’esterno equivale a dire: diverso.

Nella maggior parte dei casi, il diverso ci fa paura, perché non lo conosciamo. Il messaggio che giunge da fuori muove qualcosa dentro di noi e all’improvviso entra a far parte di ciò che siamo. Questo è possibile solo ammettendo che tra il fuori e il dentro non ci sia un’effettiva separazione, ma che le due parti siano collegate ed in continua interazione. Il contraddittorio diventa così indispensabile per un proprio potenziamento, contrassegnato da una totalità tale da non lasciare posto ad etichette comuni. Ed è proprio quando veniamo messi di fronte a ciò che dovremo o
non dovremo essere, che avviene il miglioramento, in quanto unione con il diverso.

Viene da considerare che le verità di cui siamo portatori, siano esatte in quel determinato periodo, e che cadano dinanzi al contraddittorio – l’altro – che le possa mettere in discussione, al fine di farle crescere e migliorare. Il senso del miglioramento è questo: interagire per smontare ogni nostra verità, ricavata solo da un’istante, senza l approccio contraddittorio. E’ infatti quest’ultimo a farci crescere e ricrederci su di ogni etichetta sociale, ad oggi molto attribuite. La retorica del conservare la situazione esistente è del tutto sbagliata e pericolosa.

Questi ragionamenti ci isolano dall’altro e ci fanno passare per buona la situazione attuale. Senza l’integrazione non c’è miglioramento, e nemmeno crescita. Bisogna uscire dai propri schemi intellettivi, per lasciare posto al rapporto dialettico con l’altro, per una propria crescita. Sperimentando la tecnica del contraddittorio, non potremo che scoprire l’enorme bellezza che racchiude tutto ciò che è diverso da noi, e di cui spesso abbiamo paura. Numeri, colori, lingue e nazioni sono l’esempio tipico di ciò che accade oggi; avendone paura spesso li emarginiamo, interagendoli invece spesso ci
completiamo.

Vi auguro di completarvi ogni giorno, di sconfiggere l’ignoranza con l’informazione e di scoprire la difficile bellezza della diversità.

Chiara Panella

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