La biblioteca S. Alfonso di Pagani

La Biblioteca S. Alfonso, annessa alla Casa religiosa dei Padri Redentoristi di Pagani, è stata fondata nella metà del XVIII secolo e custodisce un patrimonio di circa 50.000 volumi.

È aperta al pubblico per consultazioni e ricerche bibliografiche; offre servizio di assistenza alla ricerca, prestito locale ed interbibliotecario. Dal 2016 aderisce alla rete del Sevizio Bibliotecario Nazionale e cataloga on line il patrimonio librario che è in continua crescita, grazie ad acquisti e donazioni da parte di Enti e di privati.  

Di notevole interesse è il fondo antico, che abbraccia l’esteso periodo cronologico che va dal XV al XIX secolo, in cui si ritrovano accanto alle Sacre Scritture, ai testi teologici, dottrinari e di spiritualità, che costituiscono senza dubbio un nucleo corposo, anche opere di argomento storico-letterario, filosofico, giuridico, scientifico e artistico. Ben attestato è il ‘500, secolo molto importante per l’editoria tipografica e l’impulso che diede alla circolazione del libro, con oltre 500 volumi, usciti dai torchi delle maggiori città d’Italia e d’Europa. Tra questi si segnalano una Divina Commedia, diverse edizioni del Corpus Iuris Iustinianeum, editi in Italia e in Francia, l’opera medica di Galeno e quella del matematico Euclide, pubblicata in lingua greca a Basilea. Degna di particolare attenzione è anche l’opera completa di Platone, curata dal filosofo e umanista Marsilio Ficino e stampata a Parigi nel 1533. Pregevole è il fondo del XVIII secolo, in cui si manifesta la crescente evoluzione del pensiero umano nei vari campi del sapere sotto la spinta dell’imperante Illuminismo.

La diffusione del pensiero illuministico nell’Italia meridionale è rappresentata dalle due edizioni, di cui una napoletana, della traduzione in lingua italiana della Cyclopaedia di Efraim Chambers, il primo esempio di opera enciclopedica che fu alla base della più celebre Encyclopédie di Diderot e d’Alambert, e dall’opera di Montesquieu L’esprit des lois tradotta in lingua italiana e pubblicata anonima per sfuggire alla censura. I progressi nella medicina sono confermati dagli scritti del medico Jacques Bénigne Winslow, mentre le nuove scoperte nel campo dell’astronomia trovano una brillante esposizione nell’atlante di Johann Gabriel Doppelmaier, edito a Norimberga e corredato da tavole calcografiche illustrate a colori con precisione e raffinatezza. Il rinnovato interesse per l’arte classica, che contribuì all’inizio degli scavi delle antiche città sepolte di Ercolano e Pompei e al sorgere del nuovo stile neoclassico, è attestato dall’opera Le antichità di Ercolano, voluta dal re Carlo III di Borbone a testimonianza delle opere d’arte venute alla luce dagli scavi di Ercolano.

Questi volumi, pubblicati in edizione limitata per volere dello stesso re e non destinati alla vendita ma dati in dono a dignitari di corte e personalità di spicco, suscitarono già all’epoca un notevole entusiasmo. Illustrati dai più celebri artisti dell’epoca, tra cui Luigi Vanvitelli e Carlo Nolli, forniscono anche notizie storiche, letterarie e commenti critici per ogni reperto archeologico. Ma la perfezione raggiunta dalla tecnica calcografica nel campo dell’arte è rappresentata dalle splendide Vedute di Roma  di Giuseppe Vasi, allievo di Giovanni Battista Piranesi, uno dei più importanti artisti del XVIII secolo: queste  illustrazioni, oltre ad essere preziose dal punto di vista artistico, costituiscono anche un documento di notevole importanza storica per lo studio dell’evoluzione urbanistica di Roma.

Padre P. Saturno

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