I Toselli…l’Anima Svelata della Festa

“…Era il giorno dell’ottava di Pasqua, allorché alcune galline raspolando, secondo il loro costume, la terra sempre lo stesso punto, trassero fuori una tavoletta larga due o tre palmi, su cui era dipinta l’effigie di Maria del Carmelo”…

…Comincia così la narrazione che i paganesi ripetono con inestinguibile devozione, da circa cinquecento anni, ai loro figli ed ai figli dei loro figli, perpetuando così la tradizione, sull’origine della “Mamma delle galline”.
Una festa ricca di religiosità popolare, ricca di fascino e mistero, legati ai suoi riti e simbolismi, alcuni custoditi dai cultori della tradizione, ancora segretamente.
Uno di questi simboli arcaici è il Tosello, che fa bella mostra di sé, durante la Festa della Madonna delle Galline, in ogni portone storico della cittadina di Pagani.
Andiamo alla scoperta della Sua tradizione, antica quanto l’origine della Festa stessa.
La preparazione dei Toselli inizia stesso quando scocca il culmine della Festa.
Un’arte magica, appartenente a coloro che vivono la Festa tutto l’anno, come il cultore più autentico di tutti, Franco Tiano, consistente in un lavoro certosino, fatto di sudore e tanta “pietas religiosa”, vera offerta di sacrificio e sudore verso la Vergine, “Mamma paganese”
Il Tosello, baldacchino, infatti, visitato da numerose persone, è una iniziativa devozionale ad opera di coloro che abitano gli antichi cortili (quello storico è quello de “gli Africano”, ossia della famiglia di Francesco Tiano, sito in “Casa Califano” nella via comunemente detta “Lamia”) e consiste nell’esporre un quadro della Madonna “addobbato”, al quale i fedeli offrono “i frutti della terra”.

Tosello “Madre” di Franco Tiano nel cortile storico degli “Africano” in via detta “Lamia” nel 2007

Gli stessi cortili-toselli vengono allestiti con drappeggi colorati, secondo l’antico rito dove ogni famiglia espone le coperte e le lenzuola ricamate del “corredo nuziale” più bello, per ricevere “grazie” dalla Madonna sull’intera famiglia.
Quando la processione raggiunge il Tosello storico ‘e l’Africano nel cortile Califano in via Lamia, davanti ad un’istallazione dell’immagine della Madonna ex-voto, decorata con drappi damascati, fiori, ceri e doni di origine contadina, fa una sosta e questa tradizione ancora mantiene viva nel tempo la sua fedeltà.

È questo il Tosello più significativo e visitato perché “resiste” da oltre un secolo, tramandato di generazione in generazione.
L’artefice era Francesco Tiano, importante folksinger, recentemente scomparso, che ha collaborato, in passato, con “maestri” del calibro di Roberto De Simone, Eugenio Bennato, Lina Wertmuller e tanti altri artisti.

Al passare della Madonna, i Toselli devozionali ne svelano l’immagine addobbata e danno inizio alle danze affascinanti ed inebrianti di fede e folklore, che termineranno fino all’alba.

La festa della Madonna delle Galline è ricca di riti e simbologie, facendo sì che si possa annoverare tra le feste più studiate e discusse dal punto di vista storico e antropologico. Interessanti alcuni riti in cui si evidenza un rapporto interattivo non solo della comunità locale, ma anche da parte dei turisti.

Lo stesso Tosello, dallo spagnolo dossel, baldacchino rappresenterebbe uno degli otto elementi della fortuna del buddismo cinese, esprimendo protezione ed è assimilabile
al parasole rituale della nostra religione e di tanti popoli primitivi e, se è di forma quadrata allude alla terra, se circolare al cielo ed al sole.
Esprime, in occasione della festa, un atto devozionale a favore della Madre, la “Mamma” per antonomasia, elevata al massimo rango della gerarchia divina.

L’inebriante fumo dolciastro dei carciofi arrostiti, insieme all’antica usanza, ora non più consolidata, di condividere il pasto della Festa in modo gratuito insieme ai forestieri di un tempo, ora turisti, è un altro elemento connotativo del Tosello, ed è ricco di simbologie molto antiche.

Il fumo, per esempio, infatti è utilizzato in sostituzione dell’incenso; rappresenta simbolicamente l’antitesi del fango (acqua e terra) perché corrisponde agli elementi fuoco ed aria. In alcune tradizioni antiche, si attribuisce al fumo un potere benefico perché si suppone possessore di un potere magico, capace di togliere e annientare le sventure degli uomini, degli animali e delle piante.
Secondo l’alchimista Geber, il fumo è l’anima separata dal corpo.

Tutto questo è il “miracolo” che si perpetua da cinque secoli, quello che i filosofi chiamano “escatologia” di una festa che dura da mezzo millennio, sempre in bilico tra rito e mito.

Marco De Pascale

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