“L’Amore è una tavola imbandita dove è possibile assaporare la vita.”

Oscar Wilde

Tagliolini e carciofi

Una straordinaria escursione nella storia della cucina e delle sue tradizioni, alla luce dell’indubbio legame tra la festa della Madonna delle Galline, il sacro e il cibo. Una scoperta di “gusto” che diventa una sorta di “sapere”. La tavola, quella delle festività in particolare, da sempre è un momento di aggregazione e un modo per condividere il cibo, tributo di amicizia e di riguardo.

La scelta dei cibi, negli anni sempre più è legata all’importanza della festa, per la quale è diventato fondamentale la creazione di ricette speciali, ed è per questo che il menù della domenica dopo Pasqua che scandisce il ritmo della festa, nella città di Pagani, è diventato un vero e proprio patrimonio popolare e folcloristico. Il momento di condivisione e di allegria per i paganesi inizia a consumarsi intorno alle 13.00, immancabili i tagliolini, magari fatti in casa, conditi col ragù che è tale solo se cuoce secondo vecchie tradizioni per diverse ore, doveroso è il famoso “schizzo”. Uno schizzo di salsa che sporca la camicia degli uomini, spesso al passaggio della Vergine.

In tavola, immancabile è il vino, in decalitri pronti per essere assaporati dai commensali. Il secondo è a base di carne, di agnello o capretto e poi approdano i carciofi, preparati dalle donne, profumo di carciofi che riempie le strade ed i vicoli di Pagani. Infine, il dolce, tipico pasquale, la pastiera di grano. Quando il pranzo termina, iniziano nell’aria già i suoni, nacchere e tammorre sono pronte per essere suonate e la tradizione si ripete.

Testo di Maria Rosaria Mandiello